lunedì 29 maggio 2017

Le maschere veneziane come complemento d'arredo

Parigi, Londra, Vienna, Praga, Venezia, città antiche, affascinanti e misteriose dove le pieghe del terreno, le pietre delle strade, i marmi dei palazzi hanno fermato il tempo e dove la storia ha incrociato i destini di popoli diversi evolvendo, fra sconfitte e glorie, grandi culture e civiltà. Tuttavia, tra queste grandiose città, quella che emerge, per la sua unicità e per il suo plendore è Venezia. Unica perché costruita su una foresta rovesciata, che l'acqua della laguna protegge e conserva.

Cenni storici


Gli abitanti discendenti da quei veneti, che, per fuggire dalle invasioni barbariche, si erano rifugiati sugli isolotti della laguna fondarono Venezia. In seguito si confusero con popoli di etnie diverse poiché ben presto diventarono naviganti e commercianti, rendendo la città ricca e potente.
Fin dal primo secolo importarono tessuti, oggetti preziosi e gioielli dall'oriente e dai paesi arabi incrementando il commercio.

Altri cenni storici li trovate nel blog de Gli Amici di Pierrot.

Gli Amici di Pierrot


Il Carnevale


Il popolo veneziano, abituato ad uno stile di vita avventuroso, divenne assai libertino e frivolo, amava circondarsi di oggetti preziosi, di tessuti e damaschi importati dall'oriente e non disdegnava il divertimento e la trasgressione, pur apprezzando l'arte, che ancora oggi, rende Venezia una delle città più visitate al mondo per il suo grande patrimonio culturale  depositato nelle chiese, nei musei e nei palazzi.

Per questo, quando si pensa a Venezia, si pensa al Carnevale con le sue maschere uniche e particolari richieste da tutto il mondo.

Gli Amici di Pierrot

I veneziani, dal 1300, non solo usavano la maschera a Carnevale, ma la indossavano ogni giorno per partecipare alla vita quotidiana e a volte, intenzionalmente, per non farsi riconoscere le usavano nei salotti (le Colombine e le Morette venivano usate dalle dame e le Baute dai cavalieri).
Usavano le maschere degli Zanni o Arlecchino per dare spettacolo nella commedia dell'arte. Il Dottore della Peste, nacque nel 1500, durante le pestilenze, poiché filtrava l'aria con la maschera a forma di becco piena di erbe aromatiche. Insomma le maschere erano una sicurezza per uomini e donne che desideravano nascondere la loro identità e i  loro sentimenti.

Il grande pittore P. Longhi esprime molto bene, attraverso i suoi quadri custoditi al Museo Cà Rezzonico, alcune scene di vita quotidiana dei veneziani.

Con la dominazione napoleonica e la caduta della Repubblica della Serenissima si proibisce l'uso quotidiano della maschera, che viene permessa solamente durante il carnevale.


Le maschere veneziane, oggi


La produzione delle maschere non si è mai fermata ed anche negli ultimi decenni gli artigiani si sono adoperati per renderle sempre più preziose arricchendole con strass e swarovski o rivestendole con tessuti pregiati o pizzi macramè e piume.

Gli Amici di Pierrot

Chiunque può acquistare una maschera come oggetto d'arte decorativo per ornare le pareti di un'entrata oppure una consolle, dove può appoggiare una collezione di Colombine o Baute. In uno studio specialmente su qualche libreria, faranno bella mostra le maschere della Commedia dell'arte o un pulcinella dal lungo cappello, appeso ad una parete o una maschera in cuoio per dare un tocco pregiato ad una colonna. In camera sopra il letto perché non mettere un Sole-Luna in foglia d'oro e argento che si guardano ammiccando?

Gli Amici di Pierrot

Nel soggiorno trionferebbe una maschera quattro stagioni con la frutta che circonda il viso e che sembra esser stata colta in quell'attimo oppure un timido Pierrot con il bavero madreperlato o un violino che sembra vibrare le note delle più divine melodie.

Tutto questo creano con tanto amore i veri artigiani veneziani come, ad esempio, "Gli Amici di Pierrot" che realizzano maschere anche su richiesta con colori personalizzati per adattarsi alle tonalità delle pareti e degli arredamenti di qualsiasi ambiente sia in stile classico che moderno.


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